il cantante
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fioritura - metà maggio
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Vigna centenaria con molte viti di età compresa tra i 130 e i 150 anni. Allevata ad alberello con tutore in legno di castagno etneo. Si trova nel versante nord-est dell'Etna, a 700 metri slm, nel comune di Castiglione di Sicilia in contrada Feudo di Mezzo. Il sesto d'impianto delle viti è 1x1 equivalente ad una densità di impianto di circa 10.000 ceppi per ettaro ed è impiantato secondo il sistema degli antichi latini, chiamato quinconce. Il vigneto è esteso 1,3 Ha. I vitigni sono principalmente gli autoctoni Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio insieme ad altre varietà minori. La vigna è composta da diverse terrazze, alcune molto piccole e ripide. Tutte arginate da muretti a secco di pietra lavica, con funzione di drenaggio dell’acqua. Il suolo è inerbito e vi crescono spontaneamente piante aromatiche: tra le più diffuse la nepitella (calamntha nepèta) e il finocchio selvatico, pianta quest’ultima che temendo i ristagni d'acqua, ama un terreno arido, ma ricco di sostanze nutritive, leggero, sciolto. L’uva a bacca rossa di vigna Cosentino è utilizzata per la produzione dell’Etna Rosso Il Cantante, prima annata di produzione 2001. Le uve a bacca bianca, presenti nel vigneto in misura minore rispetto a quelle a bacca rossa, con l’uva proveniente dalle altre vigne vengono vinificate insieme per il Bianco IGT Sicilia, prima annata 2004.
FISIOLOGIA DEL VIGNETO AD ALBERELLO

Ogni vite è un individuo; l’insieme delle viti in un vigneto forma una popolazione, una comunità. Come le relazioni tra i componenti di una comunità influenzano il comportamento dei singoli, nello stesso modo lo stato e il comportamento vegeto-produttivo di ogni singola vite è regolato dai rapporti reciproci all’interno del vigneto. Questi rapporti reciproci tra le viti dipendono dalla posizione occupata, (spazio disponibile per ogni vite) da ogni singola pianta, che nel caso dell’alberello a quinconce è perfettamente omogeneo. L’alberello, proprio per l’equidistanza tra le viti e la loro altezza, che escludono quasi del tutto l’ombreggiamento tra pianta e pianta, consente di avere la massima esposizione ai raggi solari, sia quelli diretti che indiretti, provenienti dalla rifrazione del terreno. Una vigna ideale deve avere un assetto vegeto-produttivo che, con il minimo apporto di prodotti esterni, manifesti un’elevata predisposizione all’accumulo e all’espressione dei caratteri territoriali. Questo equivale ad avere una vigna con la massima stabilità del sistema nel tempo ed il minor apporto energetico possibile per mantenerlo in produzione (bassa entropia del sistema). Il vigneto ad alberello risponde perfettamente a queste esigenze qualitative condizionandone l’attività radicale, la crescita dei germogli, la quantità di produzione e le caratteristiche del prodotto finale (Testo di Salvo Foti).
QUINCONCE

E’ l’impianto prediletto dagli antichi agronomi latini, perché ritenuto il migliore modo di piantare tra di loro gli le piante che le dispone sul terreno (ma anche nel campo visivo del paesaggio) in filari regolari, ognuno sfalsato rispetto al precedente ed al successivo, così da formare una griglia di rombi, come la forma del numero cinque sulla faccia di un dado. Lo schema a quinconce è un sistema armonico che soddisfa contemporaneamente l’esigenza dell’ordine (conta delle piante), dell’economia dello spazio (le piante sono abbastanza vicine da sfruttare al massimo il terreno disponibile, ma non così vicine da nuocere le une alle altre) e dell’estetica della visione. La piantagione di un vigneto ad alberello a quinconce su una superficie complessa e discontinua come quella etnea costituisce una sorta di griglia che ci dà un’immediata e al tempo stesso piacevole lettura del paesaggio, dato che il vigneto risulta simmetrico a prescindere dalla irregolarità delle terrazze (Testo di Salvo Foti).
impianto a quinconce